Outlast the Night by Ariel Tachna eBook

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Heart of Stone by Ari McKay Paperback

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Un cavallo nell’ombra by Kate Sherwood Italian Translation

Un cavallo nell’ombra by Kate Sherwood Italian Translation

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Description:

Dan pensa all’idea di continuare semplicemente a guidare, lasciando tutti i casini alle spalle. Ha abbastanza denaro per farlo. Si potrebbe organizzare, fare arrivare il suo cavallo e le sue cose dove deciderà di fermarsi. D’altra parte, andarsene è quello che ha sempre fatto, ogni volta che le cose sono diventate troppo difficili – e, davvero, è sempre andata bene così.

Dan Wheeler pensava di aver trovato un equilibrio e un amore che sarebbero durati in eterno con Justin Archer, suo partner nella vita e nel lavoro. Ma quando Dan, continuando a lavorare alle dipendenze dei genitori di Justin come addestratore di cavalli, si trova tragicamente di nuovo da solo, deve riuscire ad accettare che la sua vita perfetta è irrimediabilmente scomparsa.

È qui che entrano in scena il miliardario Evan Kaminski, arrivato alla scuderia con l’intenzione di comprare un cavallo alla sorella minore, e l’amante di Evan, Jeff Stevens, che sembra capire non solo in che cosa consista il lavoro di Dan, ma molto di più. Mentre lotta per cercare di affrontare tutti gli sconvolgimenti nella sua vita, Dan si ritrova, suo malgrado, attratto sia dall’intensa ma imprevedibile passionalità di Evan, sia dalla quieta saggezza di Jeff. Riuscirà Dan ad essere forte abbastanza da rischiare di dare una possibilità a questo nuovo amore, o deciderà invece che per lui sia meglio – più sicuro – rimanere da solo?

ISBN-13:  978-1-61372-848-2
Pages:  434
Cover Artist:  Justin James
Translator:  Sara Pellegrino

Categories: Kate Sherwood, Dark Horse Series by Kate Sherwood, Italiano - Italian
Book Type: eBook
File Formats Available:.epub, .mobi, .prc, html, pdf
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Parte 1


 


Capitolo Uno


 


 


A DAN piace la routine del suo lavoro, il suo ritmo. Gli piace sapere che i cavalli si aspettano la loro razione di foraggio alle sei, alle due e alle otto, e che cercheranno di buttar giù il loro box a suon di scalciate se non la riceveranno. Gli piace sapere che nella scuderia ogni pezzo di equipaggiamento ha una sua posizione, che ogni finimento ha il suo gancio o il suo posto su uno scaffale. Gli piace il cavalcare, lo schema ‘riscaldamento, lavoro, pausa, lavoro, defaticamento’ che gli permette di staccare per un po’, di smettere di pensare e di concentrarsi solo sul fare. Sull’essere.


Per queste ragioni Dan non è esattamente accomodante quando capita qualcosa che altera questo ritmo. Molly e Karl lo sanno e generalmente cercano di tenerlo lontano da ogni intrusione; questo non perché Dan sia una primadonna, ma semplicemente perché Molly e Karl sono delle persone premurose – persone premurose che non apprezzano quando il loro allenatore alza la voce all’indirizzo di possibili compratori.


Certo, ci provano – ma non sempre ci provano abbastanza, pensa Dan quando vede Molly fargli dei cenni dall’esterno del maneggio. Con un sospiro Dan rallenta l’andatura di Chaucer fino a portarlo al passo. Naturalmente questa intrusione deve capitare proprio quando cavallo e cavaliere hanno iniziato a combinare qualcosa, quando il grande castrone sembra aver iniziato a capire che non deve alzare la testa tutte le volte che gli si domanda un cambio di andatura. Come ultimo esercizio Dan chiede a Chaucer di muoversi al trotto dirigendosi verso Molly e poi di ritornare nuovamente al passo. In entrambe le occasioni la testa di Chaucer rimane dove deve essere, così Dan gli dà una pacca di congratulazioni sul collo e allenta le briglie.


Molly è forte e atletica, ma è anche una signora di mezz’età – Dan non è abituato a vederla agitata come fosse un’adolescente. “Il gruppo dalla California è arrivato in anticipo. Robyn sta prendendo Monty dal paddock, ma è sporco, naturalmente. Ha bisogno di qualcuno che l’aiuti a pulirlo.”


Il suono di questa frase non piace molto a Dan. “Se non riescono a vedere oltre un po’ di fango allora non si meritano Monty”.


L’eccitazione di Molly si trasforma velocemente in irritazione. “Quando sarai responsabile di pagare i conti qui intorno mi potrai dire chi si merita quel cavallo. Fino ad allora, abbiamo bisogno di chiudere una vendita. È il cavallo ad essere sotto osservazione, non l’acquirente.” Si gira, incamminandosi verso la scuderia, ma poi si ferma e torna indietro di qualche passo. “Comportati bene. Queste persone hanno più soldi di re Mida – per loro quelli che servirebbero a comprare e vendere questo intero posto sono spiccioli.” Sembra che voglia aggiungere qualcos’altro, ma un gruppo di persone si sta dirigendo verso la scuderia, quindi assume il suo sorriso di scena e va loro incontro.


Dan dirige Chaucer fuori dal maneggio, girando alla larga dalla folla. Il castrone è accaldato dall’esercizio e Dan non vuole doverlo fare fermare nella fresca brezza primaverile. Quando raggiungono la porta della scuderia Dan salta giù dalla sella, toglie velocemente i finimenti e copre il cavallo con una coperta leggera. Questo dovrebbe bastare a non far prendere a Chaucer un colpo di freddo, ma Dan vorrebbe comunque trovare un modo per farlo defaticare come si deve. La giostra automatica della scuderia si è rotta parecchie settimane prima e non è stata ancora riparata. Dan si ferma un momento per chiedersi quanto sia importante questa vendita. Molly ha ragione, Dan non ha niente a che fare con il lato finanziario del mandare avanti questa attività, quindi non sa come stiano realmente le cose. I soldi paiono non essere mai abbastanza, ma è sempre stato così. La situazione è forse peggiorata ultimamente? Dan caccia dalla mente il pensiero di quella che probabilmente è la causa di ogni recente difficoltà economica. Sta lavorando – non è questo il posto o il momento per diventare malinconico.


Monty è già legato nella scuderia e Robyn sta strigliandolo furiosamente. L’hannoveriano, nonostante sia stato tosato, non ha ancora perso del tutto il suo manto invernale, quindi sta spargendo tutto intorno peli oltre che fango. Dan deve ammetterlo: il cavallo presenta male, e Robyn sembra avere bisogno di aiuto. Passa una mano sul petto di Chaucer e sente che è ancora accaldato e sudato.


“Posso farlo camminare io, se ne hai bisogno.” L’offerta proviene da dietro le sue spalle e quando Dan si volta, una silhouette scura che si staglia contro la vivida luce del giorno. La figura si muove in avanti e diventa un uomo, forse più o meno sulla quarantina, una decina d’anni più vecchio di Dan. La sua corta barba scura sta appena iniziando ad ingrigirsi intorno alla bocca. “Jeff Stevens”, si presenta l’uomo, porgendo la mano. “Ci siamo già incontrati, ma solo di sfuggita.”


Dan cerca di ricordarsi, ma non crede che avrebbe dimenticato quest’uomo se lo avesse già visto. Ha un viso che rimane impresso, pieno di linee nei punti giusti, occhi intelligenti e caldi e, almeno da quello che Dan riesce a vedere del suo corpo, quest’uomo sarà anche più vecchio di lui, ma decisamente si prende cura di sé. Ed è vestito da cavaliere, quindi Dan immagina che i suoi muscoli non siano stati fatti in palestra, ma lavorando.


Jeff sembra rendersi conto che Dan non si ricorda di lui, e gli suggerisce, “Rolex, due anni fa. Eri un po’... distratto.” Il suo sorriso è gentile. “Lo so che devi averlo già sentito un milione di volte, ma... mi dispiace molto. Per l’anno scorso, voglio dire.”


Dan annuisce automaticamente. Sì, ha ragione: gli è stato detto un milione di volte, ma nonostante le innumerevoli ripetizioni la reazione che queste parole provocano non sembra aver perso la sua potenza.


Jeff pare realizzare che un cambio di discorso sarebbe molto apprezzato e continua: “Sono l’istruttore dei Kaminski – la gente dalla California. Mi rendo conto che siamo arrivati un po’ in anticipo, non era nostra intenzione trovarvi impreparati. Così, se hai bisogno di fare qualcos’altro, posso far camminare io questo cavallo.”


Dan passa la lunghina all’altro uomo senza una parola e si gira verso Monty. Generalmente non affiderebbe il suo cavallo ad uno sconosciuto, ma per qualche ragione questa volta sente di potersi fidare. “Grazie”, mormora dopo un attimo. Jeff gli sorride e fa girare Chaucer, conducendolo di nuovo fuori dalla scuderia. Dan prende una striglia e si mette a lavorare sul lato destro di Monty.


È un bene che siano in due a sgobbare, perché dopo appena una manciata di minuti Dan sente Karl e Molly entrare nella scuderia, entrambi impegnati al massimo nell’utilizzare le loro migliori tecniche di vendita.


“Oh, eccolo!”, esclama con voce vezzosa Molly, come se non avesse saputo perfettamente che Monty stava venendo strigliato. Dan prende una straccio pulito e lo porge a Robyn, che, dopo averlo inumidito con dello spray lucidante, lo passa sul corpo snello di Monty. Il cavallo si muove leggermente quando sente il rumore dello spruzzo, ma il suo non è vero spavento. Monty è abituato ad avere qualcuno che si prende cura di lui e del suo aspetto – anzi, lo accetta come se gli fosse dovuto.


Molly cammina accanto ad una ragazzina che sta chiaramente passando quella difficile fase in cui si è tutti gomiti, apparecchi per i denti e timidezza. Sui quindici anni, ipotizza Dan. L’età è quella giusta per essere ossessionata dai cavalli, ma la ragazza non sembra forte abbastanza per una cavalcatura come Monty. L’adulto con lei, invece... Dan si permette uno sguardo ammirato prima di riportare l’attenzione sul suo lavoro. Quell’uomo andrebbe bene per Monty. Entrambi sono alti e muscolosi. Dan si chiede se anche lui, come Monty, sgroppa quand’è eccitato, e di nuovo deve riportare la sua mente su quello che sta facendo.


Il piccolo gruppo si avvicina. “Mi dispiace che non si presenti meglio,” Molly dice con rincrescimento alla ragazza. “Questa mattina era all’aperto e, beh, sai come sono i ragazzi quando c’è del fango!”


Robyn appare un po’ offesa – si può dire che abbia compiuto un miracolo su quel cavallo, viste le condizioni in cui era e il tempo che ha avuto per pulirlo, e deve bruciare sentire Molly liquidare così tutti i suoi sforzi. Dan incrocia il suo sguardo e scuote impercettibilmente la testa. È solo uno stratagemma di vendita, per fare sembrare che Monty di solito sia ancora più bello.


Molly sta incoraggiando l’adolescente ad avvicinarsi al cavallo, passandole un pezzo di carota. Dan reprime un sospiro. Evidentemente il potenziale cavaliere è proprio la ragazzina. Dan spera che abbiano sufficiente buon senso da trovarle un altro cavallo.


Karl fa un cenno col capo a Dan, indicandogli di avvicinarsi a dove si trovano lui e il tizio alto, un po’ spostati all’interno della scuderia. Dan si rivolge a Robyn. “Il loro istruttore sta facendo camminare Chaucer per me. Potresti andare a sostituirlo e chiedergli di tornare dentro?” Lei annuisce e si dirige verso la porta della scuderia, mentre Dan si avvicina a Karl.


“Signor Kaminski, questo è Dan Wheeler. Ultimamente è stato lui a cavalcare Monty.” Questa volta è Dan a sentirsi un po’ offeso. È stato l’addestratore di Monty per quasi cinque anni, da quando il castrone è stato introdotto alla sella per la prima volta. Tutto quello che il cavallo conosce gli è stato insegnato da Dan, e Monty sa molte cose – allora perché Karl fa sembrare che Dan non sia altro che uno mozzo di scuderia che elemosina le cavalcate? Dan immagina che sia un’altra tecnica da venditore, ma di questa non riesce a vedere il punto – se non per ricordare a Dan quale sia il suo posto.


Kaminski sorride amichevolmente e porge la mano; Dan a malapena si ferma prima di stringergliela, alzando le mani per far vedere come siano ricoperte di fango e peli di cavallo. L’uomo è vestito casual, ma elegantemente. Dan non vuole essere incolpato di averlo insudiciato.


“Oh, figurati, non è un problema! Non m’importa di sporcarmi le mani!” Kaminski di avvicina leggermente. “E il mio nome è Evan.” Afferra la mano destra di Dan e la scuote vigorosamente un paio di volte, poi alza lo sguardo oltre le spalle di Dan. “Che cosa ne pensi, Tata?”, chiede. Lei gli sorride raggiante e l’uomo ride felice. Quando sorridono è facile notare la somiglianza fra i due: entrambi lo fanno in maniera così smagliante che i loro occhi color nocciola quasi scompaiono. “Sembra che le piaccia. Dov’è Jeff? Voglio chiedergli la sua opinione.”


Dan si gira nella direzione da cui dovrebbe arrivare Jeff e infatti, come per magia, eccolo comparire. L’uomo cammina in maniera sicura e rilassata, facendo un paio di passi di lato in modo da poter guardare Monty dalla giusta angolazione, e poi prosegue in avanti. Jeff chiede con uno sguardo il permesso di avvicinarsi al cavallo, e Dan prova un breve momento di gratificazione perché l’uomo si è rivolto a lui e non a Karl. Questi tuttavia prende in mano le redini della situazione, essendo evidentemente arrivato alla conclusione che Evan è solo presente per firmare l’assegno e che è Jeff l’uomo da persuadere.


Karl si muove verso il cavallo, facendo con la mano un gesto a Jeff. “Prego, sii mio ospite! Controllalo pure e poi gli metteremo i finimenti per farvi vedere di che cosa è capace questo ragazzone!”


Karl continua esprimendo una marea di commenti positivi sul cavallo, e Dan si trova d’accordo con la maggior parte di quello che viene detto. Monty è veramente eccezionale e Dan sarà triste di vederlo andare via – ma sarà più triste ancora se andrà ad una ragazzina che non è in grado di gestirlo e che potrebbe finire col farsi male a causa sua.


Dan si chiede se debba dire qualcosa ad Evan e gli lancia un’occhiata – e scopre che l’altro uomo lo sta osservando attentamente.


“È un cavallo molto bello,” inizia col dire Evan. “Mia sorella, Tata... beh, Tatiana, o Tat, veramente, ma ‘Tatiana’ non fa rima con ‘viziata’, quindi non sembra così appropriato.” Evan sorride per far capire che sta scherzando e Dan vede due fossette comparire sul volto altrimenti asciutto. “Comunque, dicevo, è da un po’ che Tata vuole un cavallo da completo e quando abbiamo visto il video di questo esemplare è come se fosse stato un colpo di fulmine!”


Dan annuisce cautamente e nota che Molly gli sta facendo dei segni. “Dan, selliamolo, devono vederlo al lavoro!”


Dan non è abituato all’energia quasi maniacale che Molly sta proiettando. Monty è un cavallo di valore, Dan se ne rende conto, e venderlo sarebbe certamente un aiuto per le finanze della scuderia, ma generalmente Karl e Molly sono un po’ più rilassati. Certo, ovviamente cercano di vendere i loro cavalli, ma di solito non appaiono così disperati di farlo.


Dan prende la briglie e la sella da dressage di Monty. Tanto vale iniziare con calma: se la ragazzina si spaventa lavorando sul piano è inutile perdere tempo coi salti.


Dan, mentre mette i finimenti al cavallo sotto l’occhio attento di Jeff, si scopre apprezzare l’atteggiamento dell’altro uomo. Molte persone dimenticano come deve comportarsi un cavallo fuori dal maneggio e pensano che l’unica cosa che importi è quello che l’animale fa una volta sellato. Dal momento che è stato lui a lavorare duramente per insegnare a Monty come deve comportarsi quando è legato, Dan si sente gratificato nel vedere che qualcuno apprezza i risultati delle sue fatiche. Quando si gira prova un istante di leggero turbamento nel notare che Jeff non sta guardando Monty ma lo stesso Dan; l’espressione sul suo volto, quella di chi sta valutando qualcosa, è simile a quella mostrata prima da Evan. Tuttavia Monty è pronto e il momento passa immediatamente. Dan prende le redini e guarda Karl, ma è Molly che parla. “Ok, andiamo nel maneggio e facciamo vedere come splendidamente si muove questo cavallo!”


Molly raduna i visitatori davanti a lei e li incanala fuori dalla scuderia. Dan segue per ultimo guidando Monty. Jeff gira la testa e per alcuni passi continua a guardarli, apparentemente per assicurarsi che le buone maniere del cavallo continuino anche quando viene accompagnato alla corda, e poi volta la testa per guardare dove mettere i piedi.


Una volta entrati nel maneggio Dan dà un’ultima controllata ai finimenti e al sottopancia e poi monta in sella. Inizia con dei warm-up di base per rilassare Monty e prepararlo al lavoro e poi lo guida in una serie di riprese più avanzate, grossomodo duplicando un test standard di dressage. Inizialmente Monty è un po’ insicuro sul galoppo rovescio, ma dopo qualche passo l’esecuzione migliora. Dan si ripromette di lavorarci sopra nella loro prossima sessione d’allenamento, e poi si chiede se ce ne sarà una o se Monty lascerà la scuderia prima che ci sia tempo di farla.


Dan fa fermare Monty vicino agli spettatori. “Volete vedere qualcosa in particolare?” La sua domanda è rivolta a tutto il gruppo, ma in realtà sta parlando a Jeff. Quando questi scuote la testa, Dan scende dal cavallo e porge le redini più o meno a metà strada fra Jeff e Tatiana. Entrambi sono vestiti da cavallerizzi e, realisticamente, entrambi devono poter andare d’accordo con Monty.


Jeff fa un cenno a Tatiana e appoggia una mano sulla sua spalla. “Andiamo, facciamogli fare un giro.” Si chinano, passano sotto la recinzione e si dirigono verso lo sgabello per montare. Dan guida Monty verso di loro. Ci vuole qualche momento per sistemare la lunghezza degli staffili, sistemare le staffe e ricontrollare il sottopancia; una volta finito Dan si mette vicino alla testa di Monty mentre la ragazza sale in sella. Il suo movimento è leggero ed aggraziato, il suo assetto corretto e naturale; questo fa sperare a Dan che la cavalcata non risulti un totale disastro.


Cavallo e cavaliere si dirigono verso la pista esterna del maneggio, mentre Jeff si muove verso il centro. Dan s’incammina verso la recinzione, ma Jeff lo richiama. “Dan, potresti rimanere qui? Così da dirmi se ci sono dei trucchi che dobbiamo usare?”


Dan obbedientemente segue Jeff. L’altro uomo sta osservando con attenzione cavallo e cavaliere, dando ogni tanto dei suggerimenti alla ragazza. Le fa fare una serie di esercizi di dressage simili a quelli che ha fatto Dan, saltando alcuni dei movimenti più avanzati. Dopo un po’ le dice, “Ok, è il tuo turno, fa’ qualsiasi cosa ti vada di riprovare.” Quindi si gira in parte verso Dan e gli chiede, “Ok, adesso – che cosa ne pensi, onestamente?”


Dan è combattuto, quindi cerca di rimanere neutrale. “È una buona cavallerizza. Sono una bella accoppiata nel dressage. Per il salto – immagino che dovremo aspettare di vedere.”


“Sarà troppo per lei?”


Dan non riesce a mentire. “Non lo so. Probabilmente. Monty è un cavallo molto vivace, capisci? E ama saltare. Ha bisogno di un cavaliere fermo, che lo sappia tenere sotto controllo.” Dan si massaggia il collo. “È quello che lo rende un cavallo così perfetto per le gare: non ha paura di niente, è pieno di entusiasmo.” Dan non crede sia necessario spiegare come questo atteggiamento possa risultare un po’ problematico per qualcuno di esile e inesperto come Tatiana.


Karl si è avvicinato in tempo per cogliere l’ultima frase. “Senza paura e pieno di entusiasmo, questo è il nostro Monty!”


Jeff sorride educatamente, ma è ovvio che anche lui nutre dei dubbi. Karl manda Dan nella scuderia a prendere i finimenti di Monty per il salto. Quando Dan ritorna Jeff ha già tolto la sella, così i due si scambiano il carico, in modo che Jeff abbia la possibilità di provare a sellare Monty. Il cavallo si comporta bene, come Dan si aspetta da lui, e velocemente gli cambiano anche la briglia. Ogni tanto Dan usa solo il filetto, ma Tatiana ha probabilmente bisogno di tutto l’aiuto che può avere.


Una volta pronto il cavallo viene diretto verso il maneggio erboso per i salti, e appena lasciano l’area del dressage Monty inizia ad agitarsi. Dan lo sta guidando con la lunghina e non ha nessun problema a mantenere il controllo, ma non è un male che il cavallo faccia qualche bizza. È giusto che i compratori sappiano quello a cui vanno incontro. Monty è un tesoro, ma sa anche essere una peste.


Quando arrivano sul rettangolo erboso Dan si fa dare la gamba da Karl e inizia il percorso. La difficoltà dei salti è progressiva e Dan è soddisfatto di come Monty stia saltando in maniera pulita e di quando poco sforzo sembri stare mettendoci. Tuttavia non può negare che il cavallo si sta eccitando un po’ troppo, e si sente solo un po’ in colpa quando non fa molto per calmarlo. Se Tatiana si prende un sano spavento su questi salti ci saranno meno possibilità che finisca per farsi male provando a cavalcare Monty in un percorso di campagna, situazione in cui anche Dan deve lavorare duramente per controllare il castrone.


Monty si tranquillizza a sufficienza da permettere il cambio di cavaliere, e di nuovo Jeff chiede a Dan di accompagnarlo al centro del maneggio mentre Tatiana cavalca. Questa volta li segue anche Karl.


Tatiana e Monty fanno un paio di salti bassi senza grandi problemi, ma Dan nota che il cavallo inizia ad essere un po’ frustrato. “Tatiana deve rilassarsi un po’,” dice a Jeff. “Generalmente quando saltiamo lo cavalco con mano leggera – Monty sa che cosa deve fare, lei deve solo guidarlo, non deve dargli degli ordini.” Jeff annuisce e passa il suggerimento alla ragazza, ma la situazione non sembra cambiare.


“È nervosa”, dice Jeff.


Dan annuisce. “Monty è abbastanza sensibile da avvertirlo. Ha bisogno di un cavaliere sicuro.”


Karl a questo punto si intromette. “Beh, ovviamente sarà molto più sicura di sé una volta che si sarà abituata a lui! E nella sua scuderia, senza spettatori...”


Jeff di nuovo annuisce educatamente, gli occhi fissi sul cavallo e sulla cavallerizza. “Fallo girare, Tat! Sta diventando troppo poco tondo, devi rimetterlo in posizione.” Tata fa come le viene detto e Jeff continua: “Di nuovo! Fallo girare finché non hai di nuovo il controllo, fino a quando non ti ascolta!”


Dan mormora, “Falle usare un po’ di più le gambe e meno le mani,” e Jeff riferisce anche queste istruzioni. Alla fine Monty si tranquillizza quel tanto che basta per far sì che Tatiana riesca a fargli fare ancora un paio di salti, anche se il cavallo arriva così veloce sull’ultimo ostacolo che solo le sue capacità atletiche gli permettono di passarlo pulito, senza nessun tocco.


Tatiana lo porta ad un alt piuttosto scomposto di fronte ad un gruppo che non è così entusiasta come lo era stato dopo la prova di addestramento. Evan ride e dà una pacca al cavallo sul petto sudato. “Monty ti ha dato qualche problema, eh?”


Tat sorride soddisfatta e Dan non è sicuro se sia deluso o impressionato dal vedere che il suo entusiasmo non è diminuito. “Sì, però è fantastico! Era come cavalcare Pegaso, o qualcosa di simile – è così potente!”


Dan non può fare a meno di provare simpatia per la ragazzina, ma vede l’espressione seria di Jeff e spera che l’istruttore abbia influenza sulle decisioni dei giovani Kaminski. “Penso che per oggi possa bastare,” dice Jeff. “Togliamoci dai piedi e lasciamo tornare questa gente al loro lavoro, se sarà necessario torneremo domani.”


Karl e Molly sentono l’incombente rifiuto implicito in quelle parole e cercano di persuadere Jeff a provare Monty sul percorso di cross-country. Dan si sorprende nel realizzare che si fida della fermezza di Jeff e conduce Monty qualche passo più in là, risistemando gli staffili per la sua altezza. Dan non vuole che l’ultimo pensiero della giornata nella mente di Monty sia che è divertente ignorare i comandi del suo cavaliere, quindi è meglio fargli fare ancora un paio di salti.


Mentre Jeff sta fendendo i commenti di Karl e Molly, Evan si avvicina a Monty e Dan. “È davvero un animale stupendo,” commenta Evan, e Dan nota con piacere una nota leggermente malinconica nel tono dell’uomo più giovane. Forse Evan non è completamente ignaro della situazione.


“Lo è. Tra i cavalli Monty è un bolide sportivo.”


Evan si piega leggermente in avanti, catturando con il suo sguardo nocciola gli occhi di Dan e mantenendo il contatto. “E un bolide sportivo non è il tipo di macchina adatto per una ragazzina quindicenne, è questo quello che stai dicendo?”


Dan scrolla le spalle. “Sto dicendo solo che dovresti ascoltare il tuo istruttore. Non credo che ti consiglierà male.” Riposiziona la staffa al suo posto. “E, Evan...” Si ferma. “Qui abbiamo molti cavalli validi. Dovresti dare un’occhiata a Sunshine – ha quasi le stesse possibilità di Monty, ma è un po’ meno...”


“Bolide?”


Dan sorride. “Esatto.”


Evan gli sorride di rimando, e porge di nuovo la mano. “Grazie per il consiglio, Dan. Lo apprezzo molto.” In quel momento l’atmosfera tra i due cambia leggermente. Evan sta ancora sorridendo, ma, mentre continua, c’è qualcosa di diverso nella sua espressione. “È stato davvero un piacere incontrarti.” Evan sta ancora stringendogli la mano, ma non la sta più scuotendo. Appena Dan inizia a ritirarsi la lascia subito andare, e fa qualche passo indietro quando Dan gli risponde con un cenno del capo e sale in sella.


Dan guida Monty su un paio di salti facili, cercando di mantenere la sua attenzione sul suo lavoro e non su quello che è appena passato fra lui e l’attraente californiano. Quando il cavallo si appresta ad affrontare il terzo salto i visitatori, che si sono incamminati verso la scuderia, sono già lontani, e Dan riesce finalmente a concentrarsi su quello che sta facendo.


Dopo essere riuscito a farsi ascoltare da Monty, Dan lo fa defaticare e quindi lo conduce verso il suo box. Quando i Kaminski sono arrivati Dan stava per fare la pausa pranzo – ora sta morendo di fame. Karl e Molly però lo stanno aspettando vicina al box di Monty e Dan ha il presentimento che ci vorrà ancora un po’ prima che riesca a mettere qualcosa sotto i denti.


Dan fa entrare il cavallo nel suo box e gli toglie la capezza, quindi chiude la porta e si gira a guardare i suoi datori di lavoro. Karl parla per primo, chiaramente arrabbiato: “Che cosa gli hai detto, esattamente?”


A Dan non piace essere messo sulla difensiva. “Quando? Non ho passato del tempo con loro senza che foste presenti anche voi.”


Molly prende il controllo. “Quando hai parlato a Jeff, o quando Evan si è avvicinato da solo a te. Gli hai detto di non comprare Monty?”


Dan scuote solo la testa. “Andiamo, dai, credete davvero che abbiano bisogno di sentirselo dire? Ovviamente Jeff se ne intende e ha visto che Monty stava facendo quello che voleva lui! E questo solo facendo un paio di salti nel rettangolo, neanche in un percorso di cross.” Si volta e appende la capezza di Monty alla porta del box. “Se decidono di non comprarlo è perché hanno visto che è troppo per una ragazzina, non perché gli ho detto di non farlo.”


Molly non appare convinta. “Oh, e credi che non si potesse vedere quello che pensavi? Credi che il tuo atteggiamento negativo non sia stato percepito forte e chiaro?” Lancia uno sguardo a Karl prima di continuare. “Davvero, Dan, dovresti sapere perché abbiamo bisogno di altri soldi! Non capisco perché hai voluto sabotarci in questo modo… fra tutti, proprio tu!”


A Dan questo tentativo di farlo sentire in colpa non va proprio giù. “Fra tutti, proprio io? Vuoi dire perché ho ricevuto solo una busta paga su tre nell’ultimo anno? O perché ho fatto sempre gli straordinari senza chiedere che me li pagaste, cercando di portare questi cavalli nella migliore condizione possibile per i vostri compratori? È per questo che dovrei sapere quanto avete bisogno di denaro?” Guarda la coppia di fronte a lui, la coppia che gli è stato detto di considerare come dei genitori. “Sapete quello che io non riesco a capire? Non riesco a capire perché voi due non abbiate considerato un problema il lasciare che una ragazzina rischi la sua vita su un cavallo che non riesce a controllare.” Indietreggia e la sua voce si distorce in un’amara imitazione. “Fra tutti, proprio voi!” Quindi si gira ed esce a grandi passi, rabbiosamente, dalla scuderia. Ha lavorato ogni giorno per quasi tre settimane; oggi si prende il pomeriggio libero.

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